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Free to Be: tre anni di impegno europeo per un web più giusto, sicuro e inclusivo

Il 30 novembre 2025 si è ufficialmente concluso Free to Be (FtB), progetto europeo finanziato dal Programma Erasmus+ (Project ID: 101081200).
Ma chi ha attraversato questo percorso sa bene che non si è trattato di una semplice chiusura amministrativa. Free to Be non finisce: si trasforma.

Nato per prevenire e contrastare il cyberbullismo omofobico e transfobico ai danni dei giovani LGBTQIA+, Free to Be ha rappresentato, per oltre tre anni, uno spazio sicuro di apprendimento, confronto e crescita collettiva, capace di unire paesi, culture e generazioni attorno a un principio semplice e radicale: ognuno ha il diritto di essere se stesso, anche – e soprattutto – online.


Un progetto europeo, una sfida reale

Viviamo in un’epoca in cui lo spazio digitale è diventato luogo di relazione, costruzione dell’identità e partecipazione sociale, ma anche terreno fertile per odio, discriminazione e violenza verbale.
Free to Be nasce proprio da questa consapevolezza: contrastare il linguaggio d’odio online significa intervenire sulle radici culturali della discriminazione, non solo sulle sue manifestazioni più evidenti.

Il progetto ha lavorato su tre obiettivi chiave:

  • promuovere un linguaggio digitale rispettoso e inclusivo;

  • fornire a giovani e youth worker strumenti concreti per riconoscere e contrastare l’hate speech;

  • costruire una rete permanente europea di organizzazioni e operatori impegnati nella prevenzione del cyberbullismo omotransfobico.


Un partenariato forte, plurale, europeo

Coordinato da GAYCS, Free to Be ha visto la partecipazione di un partenariato ampio e profondamente coerente nei valori:

  • SOS Europa – Italia

  • PEL – Macedonia del Nord

  • BRAVO – Bosnia ed Erzegovina

  • OMSA – Albania

  • YELLOW – Kosovo

  • Mladiinfo Montenegro – Montenegro

Una rete capace di lavorare insieme superando confini geografici, politici e culturali, trasformando la diversità in valore operativo.


Dalla formazione all’azione: cosa abbiamo costruito

Nel corso del progetto, Free to Be ha realizzato:

  • scambi virtuali internazionali per youth worker e giovani;

  • workshop formativi online sul dialogo interculturale;

  • linee guida europee per la promozione di ambienti digitali inclusivi;

  • campagne locali e transnazionali contro l’hate speech;

  • strumenti di valutazione dell’impatto basati su indicatori qualitativi e quantitativi;

  • momenti pubblici di disseminazione e advocacy, anche in contesti culturali e istituzionali.

Particolare rilevanza ha avuto la raccolta partecipata delle parole d’odio, un’attività tanto semplice quanto potente, che ha permesso ai giovani di prendere coscienza del peso del linguaggio e del suo impatto emotivo e sociale.


O.N.E. Network: l’eredità che resta

Uno dei risultati più significativi di Free to Be è senza dubbio la nascita di O.N.E. – Organisations for Non-Exclusion Network.

Non un output formale, ma una comunità viva, fondata su un Manifesto condiviso e firmato collettivamente durante il terzo scambio virtuale.
O.N.E. Network rappresenta oggi uno spazio aperto di cooperazione europea, rivolto a:

  • giovani attivisti;

  • youth worker;

  • educatori;

  • organizzazioni impegnate sui diritti, sull’inclusione e sulla non discriminazione.

Un network pensato per continuare a generare cambiamento anche oltre la durata del progetto, mantenendo viva la responsabilità collettiva.


Il closing meeting di Podgorica: chiudere per ripartire

Il 22 luglio 2025, a Podgorica, il meeting finale ha segnato un momento di sintesi, valutazione e visione.
I partner hanno analizzato l’impatto del progetto a livello individuale e comunitario, confrontandosi su dati, storie e trasformazioni reali.

È emersa una consapevolezza condivisa:
Free to Be ha cambiato il modo in cui molti giovani percepiscono il linguaggio, la diversità e il proprio ruolo nella società digitale.

Ma soprattutto, ha aperto la strada a una possibile versione 2.0 del progetto, con un focus futuro sul mondo dell’istruzione e della formazione professionale.


Il ruolo di SOS Europa

All’interno di questo percorso, SOS Europa ha portato il proprio contributo distintivo in termini di:

  • esperienza nella progettazione e gestione europea;

  • capacità di formazione e disseminazione;

  • promozione dei valori europei di inclusione, partecipazione e diritti umani.

Free to Be si inserisce pienamente nella visione di SOS Europa:
costruire un’Europa dei giovani, consapevole, giusta e capace di reagire all’odio con competenza e responsabilità.


Non è una fine. È una responsabilità.

Free to Be ci lascia strumenti, reti, competenze.
Ma soprattutto ci lascia una domanda aperta:

👉 che uso vogliamo fare dello spazio digitale che abitiamo ogni giorno?

La risposta non può essere delegata a un progetto, a un finanziamento o a un’istituzione.
È una responsabilità collettiva.

E se oggi possiamo dire di essere un po’ più preparati ad affrontarla, è anche grazie a questo incredibile viaggio europeo chiamato Free to Be.


📌 “Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the European Education and Culture Executive Agency (EACEA).”


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